|
La testimonianza di Plinio continua
con la descrizione del cantiere del porto che si vede dalla villa dell'imperatore; il braccio
sinistro è già compiuto, e si sta lavorando sul destro, mentre all'imboccatura del porto si
costruisce, con la tecnica dell'affondamento di zattere cariche di massi, una barriera
artificiale che spezzi la furia del mare aperto.
"Col tempo - aggiunge Plinio- a tutti sembrerà che là si sia formata naturalmente un'isola".
Costruito nel 106 d.C. forse dal celebre architetto
Apollodoro, il nuovo porto divise con
Ostia e Anzio la funzione di centro di rifornimento di Roma, meno favorito tuttavia rispetto
agli altri per la maggior distanza dalla città. Esso divenne perciò in un primo tempo
soprattutto una base per la flotta imperiale da guerra. Si attribuisce ad Apollodoro la
studiata forma del porto, che sarà anche integrato da una veste architettonica di pregio, con
edifici e statue. Per effetto di questa impresa la zona, che era già stata abitata in epoca
etrusca, andò popolandosi e si rese necessaria la costruzione di un
aquedotto.
L'imperatore Adriano portò a compimento molte iniziative intraprese da
Traiano, completò il
porto, potenziò le Terme Taurine. Più tardi, Rutilio Namaziano descriverà efficacemente il porto
come "anfiteatro acqueo concluso da moli, di cui un'isola artificiale protegge gli angusti
accessi".
|